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[ Innovación ]

Vendere in America Latina: la vetrina italiana su un marketplace

Impresión a una tinta de una mesa de dibujo inclinada con una regla T sobre una lámina en blanco, un compás y un escalímetro al costado.

Vendere in America Latina è, per una piccola impresa italiana, un problema di infrastruttura prima che di prodotto. Un canale che aggira quasi interamente quel problema è il marketplace: entrare in una piattaforma di e-commerce già affermata nel mercato di destinazione.

Su questa logica è nata una vetrina dedicata al made in Italy dentro la principale piattaforma plurisettoriale dell’America Latina, promossa dall’agenzia italiana per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese.

I settori

L’iniziativa si rivolgeva a imprese di sei comparti:

  • abbigliamento;
  • calzature e pelletteria;
  • gioielleria;
  • occhialeria;
  • illuminazione;
  • oggettistica per la casa.

Sono, non a caso, i settori del made in Italy con alto valore per unità di peso e riconoscibilità di marca: prodotti che sopportano il costo di una spedizione intercontinentale e che il consumatore compra associandoli a un’origine.

Nessuno propone di vendere mobili o alimenti freschi per questa via.

La dimensione della piattaforma

Dato
Fatturato (2020)~3,3 miliardi di dollari
Consegne~30 milioni
MercatiCile, Colombia, Messico, Perù e altri
PosizionamentoPrincipale piattaforma plurisettoriale della regione

Trenta milioni di consegne annue significano una rete logistica già costruita: magazzini, corrieri, resi, assistenza clienti, sistemi di pagamento locali.

È esattamente ciò che una PMI italiana non potrebbe replicare. Aprire un sito di e-commerce proprio per il mercato cileno vorrebbe dire risolvere da sola dogana, pagamenti locali, spedizione dell’ultimo miglio, resi e — soprattutto — fiducia del consumatore, che è la barriera più alta di tutte.

Che cosa fa una vetrina

Una vetrina non è semplicemente un elenco di prodotti con la bandiera italiana accanto. È un insieme di tre cose:

Selezione. Le imprese vengono ammesse a seguito di una candidatura, il che dà alla vetrina un livello qualitativo omogeneo.

Identità. Uno spazio con nome e grafica propri all’interno della piattaforma, distinto dal catalogo generale.

Promozione. Una campagna pubblicitaria dedicata, che porta traffico allo spazio invece di lasciare i prodotti a competere nella ricerca generica.

Il terzo punto è quello che distingue un’operazione istituzionale da una semplice iscrizione al marketplace: da sola, un’azienda entra e sparisce fra milioni di articoli.

La formazione

Alle imprese ammesse la piattaforma offre un percorso formativo sulle proprie funzionalità.

Sembra un dettaglio e non lo è. Vendere su un marketplace è un mestiere: gestione delle schede prodotto, posizionamento nella ricerca interna, prezzi, promozioni, valutazioni, tempi di risposta. Un’azienda che non lo conosce ottiene risultati scarsi anche con un ottimo prodotto, e conclude — sbagliando — che il canale non funziona.

Il limite del modello

Vale dire anche che cosa questo canale non risolve.

Non costruisce marca: vende dentro l’ambiente di qualcun altro, con le regole di qualcun altro. Non dà accesso diretto al cliente né ai suoi dati. E impone una commissione su ogni vendita che comprime il margine.

È quindi un canale eccellente per testare un mercato con investimento contenuto e rischio limitato, e un canale mediocre come strategia unica di lungo periodo. Le imprese che lo usano bene lo trattano per quello che è: la porta d’ingresso, non la casa.

Perché l’America Latina

Per due ragioni che raramente si dicono insieme.

La prima è di domanda: esiste nella regione una classe media urbana con familiarità e desiderio verso il prodotto italiano, e con capacità di spesa in crescita.

La seconda è di maturità digitale: il commercio elettronico latinoamericano è cresciuto molto rapidamente, e in mercati come quello cileno la penetrazione dell’acquisto online è ormai paragonabile a quella europea.

Un’impresa italiana che dieci anni fa avrebbe dovuto cercare un importatore e un distributore locale oggi può, almeno per cominciare, mettere i propri prodotti in una vetrina e vedere che cosa succede.

Domande frequenti

Che cos'è una «vetrina» dentro un marketplace?

Uno spazio dedicato all''interno di una piattaforma di e-commerce già esistente, con selezione di venditori, identità visiva propria e promozione mirata.

Quali settori erano coinvolti?

Abbigliamento, calzature e pelletteria, gioielleria, occhialeria, illuminazione e oggettistica per la casa.

Quanto è grande la piattaforma?

È la principale piattaforma plurisettoriale dell''America Latina: nel 2020 ha generato un fatturato di circa 3,3 miliardi di dollari con trenta milioni di consegne.

In quali Paesi opera?

Cile, Colombia, Messico, Perù e altri mercati della regione.

Chi ha promosso l'iniziativa?

L''agenzia italiana per la promozione all''estero e l''internazionalizzazione delle imprese.

Le aziende ricevono formazione?

Sì: alle imprese ammesse la piattaforma offre un percorso formativo sulle proprie funzionalità, oltre a una campagna pubblicitaria dedicata alla vetrina.

Perché conviene a una PMI rispetto a un sito proprio?

Perché il marketplace porta traffico, pagamenti, logistica e fiducia del consumatore già risolti: una PMI italiana da sola non costruirebbe nulla di tutto ciò in America Latina.