La scuola italiana Alcide De Gasperi ottiene la parità scolastica
Il 6 marzo 1991, quarant’anni dopo l’arrivo al porto di Coquimbo dei primi emigranti italiani provenienti dalla provincia di Trento, nasceva la scuola italiana «Alcide De Gasperi». Da quel percorso è arrivato il riconoscimento della parità scolastica da parte delle autorità italiane, che la affianca alla scuola Vittorio Montiglio di Santiago.
Che cosa significa «parità scolastica»
È un riconoscimento che inserisce la scuola nel sistema nazionale di istruzione italiano. Non è un premio di qualità né un’etichetta: comporta obblighi precisi. Le scuole paritarie sono tenute ad accogliere tutti gli alunni che accettino il loro progetto educativo e chiedano di iscriversi, e devono rispettare standard organizzativi e gestionali definiti.
Per le famiglie la conseguenza pratica riguarda i titoli: il percorso scolastico rientra in un quadro riconosciuto anche dal sistema italiano, il che semplifica il proseguimento degli studi e i riconoscimenti in Italia.
Un processo lungo
Il riconoscimento è l’esito di un percorso deliberativo maturato a partire dal 2017, accompagnato dall’ufficio scolastico della rappresentanza italiana in Cile. Non è stata una pratica amministrativa ma un adeguamento: la scuola ha portato avanti un progetto di allineamento dei propri standard organizzativi e gestionali al profilo richiesto dall’istituto della parità.
Sei anni per un riconoscimento danno la misura di quanto sia sostanziale il requisito.
| Fondazione | 6 marzo 1991, La Serena |
| Antefatto | Arrivo dei primi emigranti trentini a Coquimbo, quarant’anni prima |
| Percorso verso la parità | Avviato nel 2017 |
| Famiglie di discendenza italiana | Circa il 20 % |
| Altra scuola paritaria in Cile | Vittorio Montiglio, Santiago |
Che cosa cambia per un diploma
La conseguenza più concreta della parità si vede alla fine del percorso, non all’inizio. Un titolo rilasciato all’interno del sistema di istruzione italiano viene letto in Italia come un titolo italiano: non richiede la procedura di equipollenza a cui è sottoposto un diploma straniero, che comporta traduzioni giurate, dichiarazioni di valore e tempi di attesa propri.
Per una famiglia che valuti l’ipotesi di un’università italiana, quella differenza pesa più di qualsiasi considerazione di prestigio. Chi si iscrive con un titolo straniero deve far riconoscere il percorso prima di poter concorrere per un posto; chi ha un titolo del sistema italiano concorre direttamente, alle stesse condizioni di uno studente residente in Italia.
Vale però precisare che la parità riguarda il titolo e non l’accesso automatico: le prove di ammissione ai corsi a numero chiuso restano quelle che sono per tutti.
Non una scuola di collettività chiusa
Il dato che merita attenzione è quel 20 %. Solo un quinto delle famiglie degli alunni è di discendenza italiana: il resto sono famiglie cilene che scelgono la scuola per il suo progetto educativo, non per appartenenza.
È un cambiamento significativo rispetto alla funzione originaria di questo tipo di istituto. Le scuole di collettività nascevano per conservare la lingua all’interno della comunità emigrata; oggi la scuola italiana in Cile funziona in direzione opposta, cioè come veicolo di diffusione della lingua e della cultura italiana verso l’esterno.
Le due funzioni non si escludono, ma cambiano il pubblico: nel primo caso la scuola serve i discendenti, nel secondo serve chiunque sia interessato.
Coquimbo e la migrazione del dopoguerra
La data del 1951 come riferimento — quarant’anni prima della fondazione — richiama un flusso migratorio distinto da quello ottocentesco di Valparaíso. Il porto di Coquimbo, nel nord del paese, fu uno dei punti d’ingresso della migrazione italiana del secondo dopoguerra, con arrivi organizzati da province specifiche.
Il caso trentino è particolarmente documentato: emigrazione da una provincia alpina povera verso un paese che offriva terra e lavoro, con reti familiari che si spostavano in gruppo. La scuola nata quarant’anni dopo è la prova che quella comunità è rimasta abbastanza coesa per costruire, due generazioni più tardi, un’istituzione propria.
Domande frequenti
Che cos'è la parità scolastica?
Un riconoscimento delle autorità italiane che inserisce una scuola nel sistema nazionale di istruzione. Le scuole paritarie sono impegnate ad accogliere tutti gli alunni che accettino il loro progetto educativo e chiedano di iscriversi.
Quando è nata la scuola Alcide De Gasperi?
Il 6 marzo 1991, quarant''anni dopo l''arrivo al porto di Coquimbo dei primi emigranti italiani provenienti dalla provincia di Trento.
Quali sono oggi le scuole italiane paritarie in Cile?
La Alcide De Gasperi si è aggiunta alla scuola Vittorio Montiglio di Santiago, che aveva ottenuto il riconoscimento in precedenza.
Quanto è durato il processo?
Il percorso deliberativo è maturato a partire dal 2017, accompagnato dall''ufficio scolastico della rappresentanza italiana, e ha richiesto un adeguamento degli standard organizzativi e gestionali richiesti dall''istituto della parità.
Quanti alunni sono di origine italiana?
Circa il 20 % delle famiglie degli alunni è di discendenza italiana. La scuola non è quindi un istituto di collettività chiuso, ma una scuola cilena con progetto educativo italiano.
Che cosa cambia per le famiglie?
Il titolo di studio e il percorso rientrano in un quadro riconosciuto anche dal sistema italiano, il che semplifica proseguimenti di studio e riconoscimenti in Italia.
Perché i primi emigranti trentini arrivarono a Coquimbo?
Perché il porto di Coquimbo, nel nord del Cile, fu uno dei punti d''ingresso della migrazione italiana del secondo dopoguerra, con flussi organizzati provenienti da province specifiche come Trento.