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[ Cultura ]

«Vivo d'Arte»: il concorso per artisti italiani che vivono all'estero

Impresión a una tinta de un palco de teatro vacío con tres butacas, baranda de latón y una cortina recogida con borla.

«Vivo d’Arte» è un concorso-premio promosso dal ministero degli affari esteri in collaborazione con una fondazione culturale romana, rivolto ai giovani artisti italiani che vivono all’estero.

È uno strumento poco conosciuto e piuttosto raro: finanzia la creazione di un’opera nuova e la porta su un palco italiano di primo livello.

Che cosa si presenta

Oggetto del concorso sono opere originali di creazione contemporanea nelle discipline di:

  • teatro;
  • danza;
  • musica.

Con un vincolo tematico preciso, ed è la parte più interessante del bando: il progetto deve sviluppare il tema della contaminazione, cioè l’incontro con la cultura del Paese di residenza dell’artista.

Perché quel tema non è generico

Un concorso per artisti italiani all’estero avrebbe potuto chiedere semplicemente «un’opera italiana». Chiede invece esplicitamente il punto di contatto fra due culture.

È una scelta che riconosce una condizione reale. Un artista italiano che vive da anni a Santiago, a Berlino o a Tokyo non produce arte italiana: produce qualcosa che nasce dalla sua formazione e dal contesto in cui lavora, e che non appartiene del tutto a nessuno dei due mondi.

Chiedere che quell’ibrido sia il soggetto dell’opera, invece di un accidente da nascondere, è probabilmente il modo più intelligente di impostare un bando di questo tipo.

Che cosa si vince

VoceContenuto
Prima nazionaleRappresentazione nell’ambito di un grande festival romano di arti performative
ProduzioneCopertura delle spese di creazione e produzione dello spettacolo
CachetCompenso per l’artista
OspitalitàViaggio e soggiorno, nei limiti del regolamento

Le quattro voci insieme sono ciò che rende il premio significativo. Molti concorsi assegnano visibilità e lasciano i costi all’artista; qui il vincitore non anticipa denaro per produrre lo spettacolo.

Per un artista giovane che vive all’estero, spesso senza struttura produttiva alle spalle, quella differenza decide se un progetto è realizzabile o resta un’idea.

Il festival

La rappresentazione avviene nell’ambito di un festival romano di arti performative contemporanee che si svolge fra settembre e novembre — una delle rassegne europee di riferimento nel settore.

Il che significa che l’opera non debutta in una sala qualsiasi: debutta davanti al pubblico e agli operatori che frequentano quel circuito, che è il vero valore del premio.

Un debutto in un festival del genere apre porte che nessuna somma di denaro compra: programmatori, critici, direttori artistici di altre rassegne.

Il problema che risolve

Un artista italiano che vive fuori dall’Italia si trova in una posizione scomoda in entrambi i sistemi.

Nel Paese di residenza è uno straniero: accede con difficoltà ai fondi pubblici nazionali per la creazione, che quasi ovunque privilegiano cittadini o residenti di lunga data, e non appartiene alle reti di relazioni che si costruiscono in una scuola d’arte locale.

In Italia è assente: non è nei circuiti, non frequenta i festival, non incontra i programmatori, e la sua carriera è invisibile a chi decide.

Il risultato è che molti artisti emigrati finiscono per lavorare fuori da entrambi i sistemi di sostegno. Un concorso riservato a loro è, in pratica, l’unico correttivo esistente.

Che cosa verificare nel bando

I dettagli cambiano a ogni edizione, e sono quelli che determinano se ci si può candidare: i requisiti anagrafici, la definizione di residenza all’estero, il formato del progetto da presentare, i massimali di spesa e la scadenza, che cade tipicamente a metà anno per un debutto autunnale.

Il regolamento è l’unico documento che conta. Una descrizione generale come questa serve a sapere che il canale esiste — che è, per la maggior parte degli interessati, l’informazione mancante.

Domande frequenti

Che cos'è «Vivo d'Arte»?

Un concorso-premio promosso dal ministero degli affari esteri in collaborazione con una fondazione culturale romana, dedicato ai giovani artisti italiani residenti all''estero.

Quali discipline riguarda?

Teatro, danza e musica: opere originali di creazione contemporanea.

Qual è il tema?

La contaminazione: l''incontro con la cultura del Paese di residenza dell''artista.

Che cosa vince il progetto selezionato?

La rappresentazione in prima nazionale nell''ambito di un grande festival romano, con copertura delle spese di creazione e produzione, cachet e ospitalità.

Perché è rilevante per chi vive in Cile?

Perché è uno dei pochissimi canali che finanzia un''opera nuova a un artista italiano all''estero e la porta su un palco italiano di primo livello.

Che cos'è il cachet?

Il compenso dell''artista per la rappresentazione, distinto dai costi di produzione dello spettacolo.

Chi può partecipare?

Giovani artisti italiani che vivono fuori dall''Italia, secondo i requisiti definiti dal regolamento di ciascuna edizione.