«Dove siamo nel mondo»: registrare un viaggio e perché conviene
Chi si trova temporaneamente all’estero — per turismo, per una visita breve, per un soggiorno di lavoro o di studio — ha a disposizione uno strumento semplice per mantenere aperto un canale di collegamento con il ministero degli affari esteri e con la sede diplomatica del Paese in cui si trova.
Si chiama «Dove siamo nel mondo», la procedura richiede pochi minuti ed è volontaria.
Che cosa non è
La confusione più frequente riguarda l’AIRE, quindi conviene chiarirlo subito:
| AIRE | Dove siamo nel mondo | |
|---|---|---|
| A chi si rivolge | Residenti stabili all’estero | Chi è all’estero temporaneamente |
| Natura | Registro anagrafico obbligatorio | Segnalazione volontaria |
| Durata | Fino a cambio di residenza | Il periodo del viaggio |
| Effetti giuridici | Residenza, voto, servizi consolari | Nessuno: serve solo al contatto |
| Chi ne è escluso | — | Chi è già iscritto all’AIRE, che è già censito |
Sono strumenti complementari, non alternativi. Uno riguarda dove si vive, l’altro dove ci si trova adesso.
A che cosa serve davvero
La risposta breve: a essere trovati.
Quando accade qualcosa di grave in un Paese — un terremoto, un’alluvione, un’emergenza sanitaria, una crisi politica, la chiusura improvvisa di uno spazio aereo — la prima domanda che una sede diplomatica deve risolvere è quanti connazionali si trovano nell’area e chi sono.
Per i residenti quella risposta esiste già: c’è l’AIRE. Per i turisti e i visitatori temporanei, no. Sono esattamente le persone più vulnerabili in un’emergenza — non conoscono il territorio, non parlano la lingua, non hanno una rete locale — e sono anche le più difficili da individuare.
Una segnalazione di pochi minuti risolve quel problema.
Il caso cileno
Il Cile è un Paese dove questo tipo di precauzione ha un valore concreto e non teorico.
Sismicità. È uno dei territori a più alta attività sismica del pianeta, con una storia di terremoti di magnitudo elevata.
Estensione. Un turista italiano può trovarsi ad Atacama, a Santiago, in Patagonia o sull’Isola di Pasqua, con distanze di migliaia di chilometri e mezzi di collegamento limitati.
Aree remote. Una parte considerevole del turismo si svolge in zone con copertura telefonica intermittente, dove nessuno saprebbe dove cercare una persona che non risponde.
Perché la gente non lo fa
L’ostacolo non è la complessità della procedura ma la sua natura: si tratta di una precauzione per un evento improbabile, e le precauzioni per eventi improbabili si rimandano sistematicamente.
Il ragionamento è però sbagliato in un punto: il costo non è proporzionale al rischio. Cinque minuti prima di partire, una volta sola, contro la possibilità di essere raggiungibili nell’unico scenario in cui servirebbe.
Che cosa succede in un’emergenza reale
Vale spiegarlo perché aiuta a capire l’utilità dello strumento. In una crisi, la sede diplomatica lavora su tre piani contemporaneamente:
Censimento. Chi c’è, dove, in che condizioni.
Comunicazione. Diffondere istruzioni verificate (dove andare, cosa evitare, quali frontiere sono aperte) a persone che altrimenti si affidano a voci.
Assistenza materiale. Documenti sostitutivi, contatto con le famiglie, coordinamento di eventuali rientri.
Le prime due dipendono interamente dall’avere un elenco di contatti. Senza, la sede può solo pubblicare avvisi e sperare che qualcuno li legga.
Come si fa
Si accede al sito dedicato del ministero, si inseriscono i dati del viaggio — Paese, periodo, itinerario di massima — e i propri recapiti. La segnalazione riguarda quel periodo e si esaurisce con esso.
È una di quelle cose che si fanno una volta, non costano nulla e si spera restino inutilizzate.
Domande frequenti
Che cos'è «Dove siamo nel mondo»?
Il servizio con cui un cittadino italiano segnala la propria presenza temporanea all''estero al ministero degli affari esteri, per essere raggiungibile in caso di emergenza.
A chi si rivolge?
A chi si trova all''estero per turismo, lavoro breve, studio o visita — cioè a chi NON è residente e non è iscritto all''AIRE.
È la stessa cosa dell'AIRE?
No. L''AIRE è il registro dei residenti stabili all''estero; questa è una segnalazione temporanea di presenza, che non incide sulla residenza né sui diritti elettorali.
È obbligatorio?
No, è volontario. È una precauzione, non un adempimento.
Quanto tempo richiede?
Pochi minuti: si inseriscono i dati del viaggio e i recapiti attraverso il sito dedicato.
A che cosa serve concretamente?
A permettere alle autorità di sapere chi si trova in un''area colpita da un terremoto, un''emergenza sanitaria, una crisi politica o un evento meteorologico grave, e di contattare la persona.
I dati restano registrati per sempre?
No: la segnalazione riguarda il periodo del viaggio indicato ed è pensata per esaurirsi con esso.